La storia di un amore alla deriva

 

gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw== La storia di un amore alla deriva

Si erano conosciuti grazie ad un festino a casa di amici. Quella sera Anna non doveva neanche andarci, ma smise di ultimare la tesi e si preparò per andare alla festa. Le amiche avevano insistito parecchio e lei aveva ceduto.

Marco da bambino era molto introverso, ma negli anni aveva creato un personaggio che era l’opposto: socievole e loquace. Anche lui non doveva andare a quella festa, ma decise di andare per distrarsi da alcuni pensieri che lo turbavano.

Erano le 22 quando Marco suonò al citofono, ma non rispose nessuno. Nel frattempo arrivò Anna, i due si guardarono per qualche secondo, poi lei gli chiese se sapeva per caso di una festa. Il ragazzo rispose che anche lui stava andando alla festa, ma non rispondeva nessuno. Riprovarono di nuovo invano, tutto taceva.

Marco pensò che era ancora presto, e invitò Anna a bere qualcosa. I due ragazzi andarono al bar vicino, e si sedettero uno di fronte all’altro. Marco non riusciva a smettere di fissarla e Anna sorrideva per l’ imbarazzo. Entrambi si piacquero subito, c’era un’attrazione molto forte e in breve tempo le distanze tra i due si annullarono.

Il contatto fisico tra loro era naturale e le loro mani si incontrarono subito. Poco dopo anche le loro labbra fecero lo stesso, accendendo la passione. Quella notte fecero l’amore in modo così intenso da essere in totale sintonia. Se chiudevano gli occhi si trovavano lo stesso come se fosse giorno.

Dopo quella notte, Marco e Anna si incontrarono molte altre volte ancora, ma ogni volta era come la prima. La passione non scemava mai, anzi era sempre più forte. Ogni incontro era una scintilla e non riuscivano ad avere nessun controllo su loro stessi.

Era un amore libero senza limiti e senza definizioni. Non c’era spazio per le parole e per i pensieri: il loro amore era tutto lì. Tuttavia questa passione fuori controllo stava per diventare pericolosa.

Un giorno Marco passeggiava sul lungomare, e vide Anna mano nella mano con un altro ragazzo. Il loro rapporto era libero ma non avevano mai discusso sulla natura della loro relazione.

Marco si avvicinò, si mise di fronte ai due e li guardò col volto scuro. Anna rimase impietrita e sorrise per l’imbarazzo come faceva spesso. Marco voleva parlare ma non ci riusciva, tremava ed era molto agitato.

La ragazza le disse di stare tranquillo e che non era come sembrava. Marco adesso aveva abbassato lo sguardo e non riusciva più a guardarla, era visibilmente ferito. Anna lasciò la mano del ragazzo con cui era, quest’ultimo non oppose resistenza e si fece da parte.

Anna chiese a Marco di crederle e di ascoltare le sue parole. Lui era assente, ora il suo sguardo era perso e teneva i pugni stretti fino a farsi male. La ragazza lo prese per mano e lo invitò a sedersi con lei nella spiaggia sottostante.

Anna le disse con le lacrime agli occhi che quel ragazzo era solo un passatempo. Aveva sempre avuto difficoltà nei legami e si era sempre comportata così per difendersi. Poi confessò che frequentava quel ragazzo per porre un limite al rapporto con Marco.

Quell’amore era troppo intenso e lei doveva mettere un freno alla loro relazione, frequentando un’ altra persona. Marco si girò di scatto e la guardò con tutto il suo risentimento. Ad un tratto sbottò e le disse che anche lui aveva paura di questo sentimento, ma aveva voluto rischiare e vivere tutto senza limiti.

Poi le disse ancora: “Io credo di averti amato ma adesso tu hai rovinato tutto. E’ finita Anna, è meglio se sparisci! La ragazza rimase senza parole, sembrava smarrita e ferita nell’orgoglio. Poi fece uno scatto verso il mare e disse: “Se tu non mi ami più, io mi lascio andare in acqua.”

Quella sera il mare era molto agitato, c’erano molte onde ed era pericoloso fare un bagno. Tuttavia Marco non credette alla sua provocazione e le disse di smetterla.

Anna non era mai stata così innamorata e per questo aveva troppa paura di questo sentimento. Putroppo era seria e con decisione si gettò in acqua senza riemergere.

Marco si alzò di scatto e corse a prenderla. Le onde erano alte e il ragazzo urlava disperato: “Dove sei Anna? Ti scongiuro, dimmi dove sei?”

Era buio e non c’era nessuno che potesse aiutarli. Il tempo passava ed il ragazzo non riusciva a trovare Anna. Marco non si sarebbe mai rassegnato e andò dove l’acqua era più profonda oltre la boa. Non aveva paura di morire, se Anna fosse annegata sarebbe morto comunque.

Ad un tratto vide Anna grazie al vestito bianco che indossava e riuscì ad afferrarla. La ragazza aveva perso conoscenza. Marco provò a ritornare verso la riva, ma le onde lo trascinavano sempre più lontano.

L’amore per Anna però gli diede una forza maggiore e si attaccò alla boa. Poi con uno slancio si spinse ancora verso la riva e riuscì a tornare sulla spiaggia.

Anna era esanime e Marco urlò piangendo: “Resisti ti prego, senza di te non posso andare avanti! Ti chiedo perdono, ero arrabbiato ma non avevo capito che mi amassi così tanto. L’ho capito solo adesso, sei stata un’ inconsciente, perchè lo hai fatto?”

Marco si affidò all’istinto e le fece un massaggio cardiaco ma Anna giaceva sempre immobile sulla spiaggia. Poi provò con la respirazione bocca a bocca, trasmettendo tutto il suo amore per la ragazza.

Ad un tratto Anna cominciò a tossire, stava respirando: era ancora viva. Marco la strinse forte a sè, e ringraziò Dio che si fosse salvata. Il ragazzo le disse: “Ti amo alla follia, se tu fossi morta, sarei morto con te.”

I due si abbracciarono e si baciarono in modo ancora più intenso. Il loro amore era andato alla deriva ma erano riusciti a salvarlo e ora si amavano più di prima.

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